Frattura della clavicola: come gestire il tutore nella vita quotidiana

Frattura della clavicola: come gestire il tutore nella vita quotidiana

La frattura della clavicola è un infortunio frequente, spesso provocato da una caduta sulla spalla, da un trauma durante l’attività sportiva o da un incidente. Dolore, gonfiore e difficoltà nel muovere il braccio possono rendere complicati anche gesti semplici come vestirsi, dormire o lavarsi.

Nelle fratture trattate senza intervento chirurgico, il medico può prescrivere un tutore per sostenere il braccio e limitare i movimenti della spalla. Il tipo di supporto, però, deve essere scelto in base alla sede della frattura, al suo allineamento, all’età della persona e alle indicazioni dell’ortopedico.

Quale tutore si usa per la frattura della clavicola?

I principali supporti utilizzati sono il reggibraccio e il tutore a otto. Non sono equivalenti e non devono essere sostituiti autonomamente l’uno con l’altro.

Le linee guida dell’American Academy of Orthopaedic Surgeons indicano il reggibraccio come soluzione generalmente preferita nella maggior parte delle fratture acute della clavicola rispetto al tutore a otto. Si tratta comunque di una raccomandazione basata sul consenso degli specialisti e la scelta definitiva spetta al medico.

Immobilizzatore di clavicola a otto

L’Immobilizzatore di clavicola disponibile su Serenity Space presenta un sistema di fasce incrociate a otto, progettato per accompagnare le spalle all’indietro.

È dotato di:

-chiusura posteriore regolabile;

-cuscinetti protettivi sotto le ascelle;

-tessuto traspirante;

-tre misure, da scegliere in base alla circonferenza indicata nella scheda prodotto.

Questo tipo di immobilizzatore può essere utilizzato esclusivamente quando prescritto dallo specialista. Non deve essere stretto eccessivamente nel tentativo di “raddrizzare” la frattura: una regolazione troppo forte può provocare dolore, irritazioni cutanee, formicolio o compressione nella zona ascellare.

Reggibraccio

Il Reggibraccio sostiene l’avambraccio attraverso una tasca ampia e regolabile, riducendo il peso esercitato sulla spalla.

È ambidestro e presenta una cinghia imbottita e regolabile. Può rappresentare una soluzione più semplice per sostenere il braccio quando è questa l’indicazione ricevuta dal medico.

La lunghezza della cinghia deve essere regolata in modo che l’avambraccio rimanga sostenuto senza sollevare la spalla verso l’orecchio e senza lasciare il polso sospeso.

Immobilizzatore di braccio e spalla

Quando è necessario limitare maggiormente i movimenti, il medico può valutare un supporto come l’Immobilizzatore di Braccio e Spalla.

Oltre alla tasca per l’avambraccio, questo modello presenta una fascia toracica che mantiene il braccio vicino al corpo. È completamente apribile, ambidestro e regolabile attraverso tiranti personalizzabili.

Non deve essere scelto soltanto perché appare più contenitivo: il livello di immobilizzazione deve corrispondere alle necessità della frattura.

Come capire se il tutore è regolato correttamente

Il primo posizionamento dovrebbe essere effettuato o controllato da un medico, fisioterapista o tecnico ortopedico. Una volta a casa è importante verificare ogni giorno che il tutore non si sia allentato, spostato o stretto eccessivamente.

Il supporto dovrebbe:

-sostenere il braccio senza aumentare il dolore;

-mantenere la posizione indicata dallo specialista;

-non ostacolare la respirazione;

-non comprimere eccessivamente collo e ascelle;

-non provocare formicolii o perdita di sensibilità;

-lasciare la mano calda e con un colore normale.

Se le dita diventano fredde, pallide o bluastre, oppure compaiono gonfiore, intorpidimento o dolore crescente, occorre allentare il supporto e chiedere rapidamente un parere sanitario.

Quanto tempo bisogna indossare il tutore?

La durata dipende dal tipo di frattura e dall’evoluzione clinica. Alcune indicazioni ospedaliere prevedono l’uso del reggibraccio per circa due o tre settimane, mentre in altre situazioni può essere necessario utilizzarlo più a lungo.

La guarigione ossea può richiedere indicativamente da sei a otto settimane o più, ma questo non significa che il tutore debba necessariamente essere portato per tutto il periodo.

Il momento in cui ridurre o interrompere l’impiego deve essere concordato durante i controlli. Togliere il tutore troppo presto o prolungarne l’utilizzo senza necessità può ostacolare il recupero.

Come dormire con una frattura della clavicola

Nelle prime settimane dormire completamente distesi può risultare doloroso. Spesso è più confortevole mantenere il busto leggermente sollevato utilizzando alcuni cuscini o uno schienale regolabile.

Per riposare meglio è possibile:

-dormire sulla schiena con il busto rialzato;

-evitare di appoggiarsi sulla spalla lesionata;

-sostenere il braccio con un cuscino;

-evitare che il gomito cada all’indietro;

-indossare il tutore durante la notte solo se indicato dal medico.

Alcune istruzioni cliniche consigliano di appoggiare il braccio su un cuscino durante la notte, anziché utilizzare automaticamente il tutore. È quindi necessario seguire la prescrizione ricevuta.

Come vestirsi senza muovere troppo la spalla

Maglie larghe, camicie e felpe aperte sul davanti sono generalmente più semplici da indossare. Sono invece meno pratici i capi aderenti o da infilare dalla testa.

Quando ci si veste:

-sostenere il braccio lesionato;

-inserire per prima la manica dal lato della frattura;

-infilare successivamente il braccio sano;

-chiudere l’indumento senza sollevare la spalla;

-riposizionare il tutore come indicato.

Quando ci si spoglia, si procede al contrario: si libera prima il braccio sano e per ultimo quello lesionato. Questo accorgimento limita i movimenti dolorosi della spalla.

Igiene personale e cura della pelle

Il tutore può essere rimosso per lavarsi soltanto se il medico lo consente. Durante l’igiene è preferibile sedersi e mantenere il braccio appoggiato su un cuscino o sostenuto dall’altra mano.

La pelle deve essere controllata quotidianamente, soprattutto:

-sotto le ascelle;

-in corrispondenza delle cinghie;

-dietro il collo;

-vicino alle chiusure;

-nelle aree sottoposte a maggiore pressione.

In presenza di arrossamenti persistenti, abrasioni o irritazioni è necessario verificare la regolazione del tutore. Non è consigliabile aggiungere imbottiture improvvisate che potrebbero modificarne la posizione.

Muovere mano, polso e gomito

L’immobilizzazione non significa restare completamente fermi. Se il medico lo permette, muovere regolarmente dita, mano, polso e gomito aiuta a contrastare gonfiore e rigidità.

Gli esercizi per la spalla devono invece iniziare soltanto nei tempi e con le modalità indicati dal professionista. I protocolli possono variare in base alla stabilità e alla posizione della frattura.

Non bisogna eseguire esercizi trovati online senza sapere se siano compatibili con il proprio caso.

Attività quotidiane da evitare

Durante la fase iniziale è importante non utilizzare il braccio lesionato per:

-sollevare pesi;

-spingere o tirare oggetti;

-portare borse;

-svolgere lavori sopra la testa;

-appoggiarsi per alzarsi da una sedia;

-praticare attività che espongono al rischio di caduta.

La ripresa delle normali attività deve essere graduale e guidata dal dolore e dalle indicazioni del medico. Le attività impegnative e gli sport di contatto richiedono tempi più lunghi e un’autorizzazione specifica.

Si può guidare con il tutore?

Non si dovrebbe guidare mentre si indossa un tutore o quando dolore e limitazione dei movimenti impediscono di controllare il veicolo in sicurezza.

  • Prima di tornare al volante è necessario essere in grado di impugnare e girare lo sterzo, utilizzare i comandi ed effettuare una manovra di emergenza senza esitazioni. È opportuno chiedere conferma al medico e verificare anche le condizioni previste dalla propria assicurazione.

Quando rivolgersi al medico

È necessario richiedere una valutazione se compaiono:

-dolore che aumenta invece di diminuire;

-perdita di sensibilità o forza nel braccio;

-formicolio persistente;

-mano fredda, pallida o molto gonfia;

-difficoltà respiratoria;

-pelle molto tesa o deformità più evidente;

-ferite o irritazioni causate dal tutore;

-nuova caduta o trauma sulla spalla.

Anche la difficoltà a gestire o riposizionare il supporto deve essere segnalata al professionista.

Tutori per la clavicola disponibili su Serenity Space

Serenity Space propone diverse soluzioni per sostenere la spalla e il braccio dopo un trauma: dall’immobilizzatore di clavicola con struttura a otto al reggibraccio, fino al modello con fascia toracica.

Prima di scegliere il prodotto è fondamentale conoscere:

-il tipo di tutore prescritto;

-la misura corretta;

-il livello di immobilizzazione richiesto;

-le ore di utilizzo;

-le indicazioni per il riposo notturno;

-i movimenti consentiti.

Il tutore più contenitivo non è necessariamente quello più adatto. La soluzione corretta è quella indicata dallo specialista e regolata in modo da proteggere la frattura senza creare compressioni o limitazioni non necessarie.

 

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