Intervento alla cuffia dei rotatori: quale immobilizzatore usare e come gestirlo

Dopo un intervento alla cuffia dei rotatori, proteggere la spalla è fondamentale per favorire la guarigione dei tendini riparati. Nelle prime settimane il chirurgo può prescrivere un immobilizzatore di spalla, con o senza cuscino di abduzione, da indossare secondo tempi e modalità precisi.

La scelta del tutore non deve essere effettuata autonomamente. Il tipo di intervento, l’estensione della lesione, la qualità dei tessuti e le indicazioni del chirurgo determinano quale immobilizzatore utilizzare, per quanto tempo indossarlo e quando iniziare a ridurne gradualmente l’uso.

A cosa serve l’immobilizzatore dopo l’intervento alla cuffia dei rotatori?

La cuffia dei rotatori è formata da un gruppo di muscoli e tendini che contribuiscono alla stabilità e al movimento della spalla. Dopo la riparazione chirurgica, questi tessuti hanno bisogno di tempo per guarire.

L’immobilizzatore mantiene il braccio in una posizione protetta e aiuta a:

-limitare i movimenti involontari della spalla;

-ridurre la tensione sui tendini riparati;

-sostenere il peso del braccio;

-aumentare il comfort durante la fase iniziale;

-proteggere la spalla durante gli spostamenti e il riposo.

In molti percorsi post-operatori il tutore viene utilizzato per alcune settimane, ma durata e modalità possono cambiare sensibilmente da una persona all’altra. Alcuni protocolli indicano generalmente un periodo compreso tra quattro e sei settimane, sempre in relazione alle caratteristiche dell’intervento.

Immobilizzatore semplice o con abduzione?

Una delle domande più frequenti dopo l’operazione è quale tipo di immobilizzatore scegliere. I due modelli non sono equivalenti.

Immobilizzatore di braccio e spalla

L’Immobilizzatore di Braccio e Spalla disponibile su Serenity Space mantiene il braccio vicino al tronco grazie alla tasca per l’avambraccio e alla fascia toracica.

I tiranti regolabili permettono di adattare il sostegno alla corporatura, mentre l’apertura completa facilita l’applicazione, anche quando i movimenti devono essere ridotti al minimo. Il modello è ambidestro e realizzato in tessuto traspirante.

Può essere preso in considerazione quando il protocollo prevede una posizione del braccio vicino al corpo e non richiede uno specifico grado di abduzione. Deve comunque essere verificato con il chirurgo che questa posizione sia compatibile con la riparazione eseguita.

Immobilizzatore di spalla con abduzione

L’Immobilizzatore di spalla con abduzione da 10° a 15° mantiene il braccio leggermente distanziato dal corpo.

La sua scheda prodotto indica espressamente l’impiego post-chirurgico nella ricostruzione della cuffia dei rotatori. È dotato di:

-cuscino per mantenere l’abduzione;

-tiranti regolabili;

-alloggiamento per l’avambraccio;

-sostegno regolabile per il pollice;

-fascia intorno alla vita;

-fibbia magnetica a chiusura automatica;

-pallina in poliuretano per gli esercizi eventualmente prescritti.

Il tessuto traspirante e i cuscinetti di protezione aiutano a distribuire le pressioni esercitate dalle cinghie.

Il cuscino di abduzione non è un semplice accessorio per aumentare il comfort: serve a mantenere la spalla in un preciso assetto. L’angolazione deve quindi corrispondere alla prescrizione ricevuta. Alcuni protocolli post-operatori prevedono cuscini con gradi di abduzione differenti, in base alla lesione e alla tecnica chirurgica.

Reggibraccio

Il Reggibraccio è una soluzione più leggera, con tasca regolabile per l’avambraccio e tirante imbottito intorno alla spalla.

Può essere utile nelle fasi in cui il medico autorizza un sostegno meno strutturato oppure per indicazioni differenti. Non deve però sostituire autonomamente l’immobilizzatore prescritto dopo l’intervento, soprattutto quando è necessario bloccare il braccio contro il torace o mantenerlo in abduzione.

Passare a un tutore più semplice troppo presto potrebbe modificare la posizione della spalla e ridurre la protezione della riparazione.

Come regolare correttamente l’immobilizzatore

Il tutore dovrebbe essere regolato inizialmente da un professionista sanitario. Una posizione scorretta può aumentare la tensione sulla spalla, sovraccaricare il collo oppure provocare fastidio a gomito, polso e mano.

Quando l’immobilizzatore è ben posizionato:

-l’avambraccio è completamente sostenuto;

-il gomito è accolto nella parte posteriore della tasca;

-il polso non rimane sospeso;

-le cinghie non comprimono eccessivamente collo e torace;

-la spalla non viene spinta verso l’alto;

-il cuscino di abduzione, se presente, rimane stabile;

-dita e mano conservano colore, sensibilità e temperatura normali.

Formicolio persistente, gonfiore della mano, dolore in aumento, alterazioni della sensibilità o segni evidenti sulla pelle devono essere segnalati al medico o al fisioterapista.

Quando si può togliere il tutore?

Il tutore può essere rimosso esclusivamente nei momenti autorizzati dal professionista, per esempio per l’igiene personale, la medicazione o gli esercizi previsti dal protocollo riabilitativo.

Durante questi momenti il braccio deve rimanere sostenuto e non deve essere utilizzato attivamente se non è stato ancora concesso. Nei primi periodi molti protocolli vietano di sollevare oggetti, spingere con il braccio operato, portare la mano dietro la schiena o allontanare il gomito dal corpo.

Gli esercizi per dita, polso e gomito e quelli specifici per la spalla devono essere eseguiti soltanto secondo le indicazioni ricevute. Anche un movimento apparentemente semplice può essere inadatto in una determinata fase.

Come dormire con l’immobilizzatore

Dormire è spesso una delle difficoltà principali dopo l’intervento alla cuffia dei rotatori.

Nella fase iniziale può essere più confortevole riposare in posizione semi-seduta, utilizzando alcuni cuscini dietro la schiena. Se il chirurgo lo consente, si può dormire supini oppure sul fianco non operato, sostenendo il braccio con un cuscino.

È importante:

-non dormire sulla spalla operata;

-evitare che il braccio cada all’indietro;

-non rimuovere il tutore durante la notte senza autorizzazione;

-collocare gli eventuali cuscini senza modificare l’angolo prescritto.

Le indicazioni ospedaliere raccomandano spesso di utilizzare il tutore anche durante il sonno nelle prime settimane e di sostenere il braccio con un cuscino.

Vestirsi e lavarsi senza stressare la spalla

Per vestirsi è preferibile scegliere indumenti larghi, morbidi e aperti sul davanti. Il braccio operato deve essere inserito per primo nella manica e sfilato per ultimo quando ci si spoglia.

Durante l’igiene personale può essere utile sedersi e appoggiare l’avambraccio su un piano o su un cuscino, evitando di lasciare il braccio privo di sostegno.

Nei primi giorni può essere necessario l’aiuto di un familiare, soprattutto per:

-sistemare le cinghie;

-indossare maglie e giacche;

-lavare la zona dell’ascella;

-controllare la pelle sotto il tutore;

-evitare movimenti improvvisi.

Igiene e controllo della pelle

L’immobilizzatore viene indossato per molte ore e può trattenere sudore, soprattutto sotto le fasce e nella zona del cuscino.

È consigliabile controllare quotidianamente la pelle, mantenere asciutte le parti a contatto con il corpo e lavare il tutore esclusivamente secondo le indicazioni riportate dal produttore.

Arrossamenti lievi e temporanei possono essere provocati dalla pressione, ma segni persistenti, abrasioni, gonfiore o dolore localizzato devono essere valutati. Non è opportuno modificare autonomamente imbottiture, cinghie o posizione del cuscino.

Quando contattare il medico

È importante contattare rapidamente il professionista sanitario in presenza di:

-dolore improvviso o nettamente più intenso;

-perdita di sensibilità o formicolio persistente;

-mano fredda, pallida o molto gonfia;

-febbre o secrezioni dalla ferita;

-caduta o movimento brusco della spalla;

-tutore che non rimane in posizione;

-difficoltà respiratoria provocata dalla fascia toracica.

Il tutore protegge la riparazione, ma non sostituisce i controlli post-operatori e il percorso fisioterapico.

Immobilizzatori per spalla su Serenity Space

Su Serenity Space sono disponibili differenti soluzioni per sostenere e proteggere la spalla: dall’immobilizzatore di braccio e spalla al modello con abduzione da 10° a 15°, fino al reggibraccio per le situazioni in cui è indicato un supporto più semplice.

Prima dell’acquisto è necessario verificare sulla prescrizione:

-presenza o assenza del cuscino di abduzione;

-angolazione richiesta;

-lato operato;

-misura corretta;

-durata di utilizzo;

-eventuali limitazioni dei movimenti.

Dopo un intervento alla cuffia dei rotatori, il miglior immobilizzatore non è quello più rigido o più strutturato, ma quello corrispondente alle indicazioni del chirurgo e regolato correttamente sulla persona.

 

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